Recensione
Cool Out And Coexist Dub Trio
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dub rock Voti redazione e staff

Dub Trio

Cool Out And Coexist

ROIR

I Dub Trio fanno un’operazione simile ai PIL, anche se mantengono solo uno dei fattori, il dub, come i più accorti avranno già immaginato. Detto altrimenti, prendono quel genere e lo mischiano al rock (ritenuto) in auge. Già si potrebbe pensare a una mossa fuori tempo massimo, e in effetti il risultato sembra un po’ fuori dal tempo, di certo non tempestivo come la musica dei PIL. Il rock in questione in Cool Out And Coexist è un rock peso di varia natura, dallo stoner, all’hardrock, al punk quasi hard-core, a cupi accenni post.

La cosa migliore del disco è sicuramente lo sprigionare del dub da quella matrice metallica. La tecnica è sempre la stessa, quasi da definizione dizionariale: a) usare un’effettiera alla chitarra per protuberare lo sballo effettato e sornione da un riff, e b) farlo accompagnare dal basso dub e dalla batteria tutta piatti e tempi parzialmente asimmetrici. L’artigianalità percepita è però sicuramente dovuta al tipo di registrazione di queste quattordici tracce, colte in un live all’Union Pool di Brooklyn. Chi conosce già il trio ne riconoscerà alcune, che vengono dalle due uscite precedenti della band. Tutti sentiranno una inedita commistione Mogwai-dub (Casting Out The Nines), e converranno forse sul fatto che dopo un po’ il tutto diventa prevedibile. Ottimo però (in una cornice per il resto tradizionalissima) lo spunto della chitarra – stoppata dalla sua stessa eco nella tentata fuga – di Drive By Dub, o la sua smania frippiana in Extract. Comunque viene voglia di sentirli dal vivo – e se ciò viene detto di un album live, credo abbia più valore.

(6.5/10)

Scheda: Dub Trio

Pubblicazione: 30 Agosto 2007

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