Poteva e doveva essere una bomba. Invece è solo un fuoco d’artificio unico e desolato. Abbiamo ancora tutti nelle orecchie l’hit spacca dancefloor della scorsa estate Never Be Alone e l’attesa per questo primo episodio lungo era veramente febbrile. L’impatto tutto pomp-electro di prima fattura è di quelli che lascia il segno, però grattando sotto la superficie lungo gli ascolti la materia grigia di questo + si palesa in tutte le mancanze e buchi neri. Vuoi perché i nostri due francesini tentano la strada della pomposità tout court (che troppo spesso è sinonimo di ridondanza fine a se stessa), vuoi perché il giochino di miscelare “house simpatica al pubblico indie rock”, electro e sonorità Daft Punk è un trucco un po’ antiquato, la bontà della fruizione di queste dodici tracce ne risente non poco.
C’è del buono, ovvio, e c’è anche dell’ottimo: Il singolo D.A.N.C.E. è un fresco e molto simpatico anthem estivo con il suo funk, i suoi archi campionati e i cori bambineschi che fanno veramente anni ’70 a furia di Abba disco-nebulose, New Jack è un altro funk tosto questa volta sminuzzato e triturato dentro una coltre stellare di drill ipnotici, Let There Be Light è un altro anthem che scorre con piacevolezza, electro proto-cibernetica per potenziali fruitori appassionati di bizzarie analogiche miscelate. Con le due Phantom però veniamo un po’ spiazzati perché sono schifosamente Daft Punk, batterie rock filtrate e fraseggi longilinei di vocoder ossia b-sides esattamente incastonate fra Homework e Human After All con tanto di etica “robot rock” nella parte prima, e stessa materia ripetuta con aggiunta di qualche redivivo arco seventies nella parte seconda.
Il resto non ha il mordente precedente e perde consistenza lungo l’ascolto: DVNO ricorda dei !!! svuotati di eccletismo, Stress cita gli ultimi fritti Chemical Brothers, The Party è un deludente troia-dance electro facilone e la finale One Minute To Midnight è ancora Daft Punk senza palle e senza trama. Come si comprende, non tutto è da mettere al rogo, anzi, però ci si aspettava francamente molto di più di un surrogato di playlist “da appassionati” e non “da musicisti”. Peccato.
(6.5/10)
Scheda: Justice
Pubblicazione: 01 Giugno 2007
File under: Elettro
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