Recensione
Palmanova Ricciobianco
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Folktronica Voti redazione e staff

Ricciobianco

Palmanova

Riot Maker

Se i FareSoldi sono caciarosi fabulatori della cultura stellestrisce e gli Amari degli adolescenti rapper che non si definiscono tali, all’interno della proposta dell’etichetta i Ricciobianco rappresentano senz’altro l’alfiere più avant dello scacchiere. Nati per mano di Dariella, il Cero (già Amari) e l’enigmatico Zoraide, ovvero Lorenzo Commisso (membro del collettivo performativo OK NO), il progetto, pur in continuità con il mood scazzato di casa, approda a una folktronica talmente al passo con i suoi tempi che, realizzato soltanto un anno prima, sarebbe sicuramente stato annoverato tra i precursori del genere inventato dai The Books.

Proprio come il famoso duo aveva predicato nel 2002, Palmanova mescola sampeling acustico (prevalentemente chitarre trattate al laptop) e concreto (i consueti sampeling farfugliati e centrifugati), synth ambientali come glitch; in più però, rispetto al menù di un Thoughts For Food, troviamo abbondanti riferimenti radenti certo post-rock (Kabubi, $he e Temporaleintemporeale paiono provenire dai Remix del primo album degli Aerial M) e più in generale, a prezzemolo, molte delle intuizioni delle scuole Karaoke Kalk e Staubgold (nessuna delle quali però presa con troppi crauti a contorno).

È un lavoro mite, studiato, sornione (si ascoltino i breakbeats e i gracchi della piacevolissima Royal Cactus o il momento Amari di Whiskey & Videogames), che alle volte si fa un po’ prendere la mano da soluzioni abusate e “di moda”, ma che rappresenta un prodotto indie-tronico targato Italia che nulla ha da invidiare agli stranieri, anzi.

(7.5/10)

Scheda: Ricciobianco

Pubblicazione: 01 Febbraio 2005

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Edoardo Bridda
Edoardo Bridda (Album 2003)

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