Recensione
Grand Master Mogol Amari
Cover image
Pop Voti redazione e staff

Amari

Grand Master Mogol

Riot Maker

Bookmark and Share Gallery

Così come Gamera, il nuovo disco degli Amari Gran Master Mogol si nutre a grandi morsi di una passione per il retrogaming, chiamata in causa in maniera programmatica dalla grafica quanto dal sound. Eppure le cose sono cambiate. A differenza del lavoro precedente la tracklist di questa nuova piccola creazione Riotmaker si avvita attorno ai temi scomodi e difficili di un'adolescenza non-finita, indescrivibilmente lunga, dalla quale è faticoso uscire. Non c'è meno ironia, ma c'è più sincerità e, gioco di parole scontato ma calzante, molta più amarezza.

Dariella, Pasta e Cero si (in)scrivono nelle canzoni spesso in toni personali, si e ci (in)cantano, (ri)suonando in un certo senso più maturi e risolti. Costruiscono una miniatura curata in ogni dettaglio di usuali paesaggi individuali nuovamente e diversamente percepiti, balzando con continuità sorprendente dal piccolo al grande: dai calzini a righe nuovi da abbinare per uscire la sera facendo bella figura, fino alla solitudine curata dall'intimità degli sconosciuti su un treno.

Il fatto è che - fuor di metafora - si entra con grande facilità in canzoni universali come Campo minato o Tremendamente belli, le si impara a memoria nel giro di due giorni. Le si succhia via. Le si (ri)vive agilmente proprio perchè il velo degli esordi, la distanza tra la musica e il testo, viene colmata. E' importante pensare i pezzi nella cornice ben fatta dell'hip hop/indiepop in cui si inscrivono (reminiscente ancora una volta dei primi e migliori Casino Royale ma anche dei Death Cab for Cutie e di certo indie-electropop ad essi affine), ma è altrettanto importante pensare gli episodi della tracklist nella loro immediatezza e spontaneità. Come dire che per una volta è quasi bene non vivisezionare, non cercare di aprire questi giocattoli sonori atipici per contarne gli ingranaggi e le molle. E' questione di andare oltre i generi o i paragoni, di condividere, di immedesimarsi e di lasciarsi andare. Bolognina Revolution peccherà di ingenuità, forse e La prima volta o Arte bruciante potranno suonare come ultimo singulto post-liceale, ma il loro fascino è proprio lì, in questo esercizio ostentato di giovinezza che è ben lontano dall'essere incosciente o gratuito.

Insomma, Grand Master Mogol ci fa e ci è. Gli Amari si divertono e noi ci divertiamo con loro, come prima, più di prima. La novità è che, forse, tra i ghigni un pochino cinici ed il gusto per l'humour nero ci scappa qualche smorfia di malinconia. Il loro talento finalmente ci sembra canalizzato non solo in schemi sonori così curati e meticolosi o in effetti tesi e corposi - batterie calibrate ad hoc, chitarre eloquenti - ma anche in cantati sentiti, soggettivi, intensi.

Grand Master Mogol merita un NB sul registro di scuola Riotmaker - quell'edificio coperto di graffiti e colori accessi in cui chi bigia le lezioni per correre a giocare a Tetris si merita la lode.

(7.5/10)

Scheda: Amari

Pubblicazione: 12 Settembre 2005

File under: Pop

| Archivio
Marina Pierri
Marina Pierri (Album 2005)

copertina pdf #91