Recensione
Sensuous Cornelius
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Glocal Pop Voti redazione e staff

Cornelius

Sensuous

Evolving Ear

Tre album in dieci anni (più due usciti sono in patria). D’accordo, non sarà molto prolifico Keigo Oyamada, meglio conosciuto come Cornelius, ma volete mettere le perle visionarie lanciate in questi anni con Fantasma prima e Point dopo? Senza contare la miriade di collaborazioni intraprese con connazionali (Sakamoto, Takagi Masakatsu) e non (Blur, U.N.K.L.E.).

Non c’è quindi da girarci troppo attorno: un delirio di fantasia, un eclettismo vivace e sincero, ingenuo come un bambino che pasticci con piatti e bicchieri. Serie tv, psichedelia, Brasile, leggendario pop beatlesiano, hard rock e punk, cut’n’past, field recordings, orchestre e videogame. Insomma, questo ennesimo scarabocchio made in Japan non lascia fuori proprio nulla, tritando e risputando fuori perfetti gingilli glocal pop.

Definito da più parti come il Beck della postmodernità, con l’ultimo Sensuous compie il giusto step in avanti rispetto ai precedenti lavori: organico nel suo giocare con generi e stili (il metal vestito di attitudine punk di Gum, lo standard jazz di Breezin', portato al successo da Gabor Szabo e George Benson, spruzzato di synth), coerente nel suo confrontarsi col passato (si ascolti ad esempio Fit Song, con quella sua tipica voce robotica a decantare singole parole come “just” o “fit”, in un profluvio di synth e chitarre), ma con lo sguardo sempre attento a cogliere il contemporaneo (ce li vedreste i Kraftwerk con Michael Jackson a rifare Billie Jean? Beh, Beep It potrebbe essere una realistica ipotesi).

Non mancano poi quelle delizie per cui alla fine non ti rimane che perdere la testa per lo stralunato Oyamada: l’electro acustico pop di Music (con cui, ci possiamo scommettere, bisserà il successo ottenuto con Drop) e le nostalgiche atmosfere cinematografiche della title track (chitarra decompressa e campanelli primaverili) e di Omstart, in coppia con il duo Glambek Bøe/Øye (e quanto ci piacerebbe che i due regnati suonassero così…).

Sarà mica troppo per un unico disco? Forse. Ma il marchingegno è talmente oliato da non risultare strabordante o confusionario. E il bello è che Cornelius fa tutto da solo.

(7.2/10)

Scheda: Cornelius

Pubblicazione: 01 Aprile 2007

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Valentina Cassano (Album 2007)

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