La quinta release del combo americano per la Suicide Squeeze è introdotta da una copertina tra le più abominevoli mai circolate nei negozi di dischi: un disegno che sembra uscito da una saga vichinga inserito su uno sfondo principalmente rosa. Una di quelle immagini che allontanerebbero dall’acquisto anche il più sfegatato dei fan.
Andando alla musica, sfortunatamente anche qui le note sono dolenti. Ennesima riproposizione di un suono velatamente post-rock, con influenze folkish e atmosfere sognanti ed evocative, Casually Smashed To Pieces rappresenta un ottimo esempio di come molte band non riescano a distaccarsi dai cliché ormai abusati del genere. Sia chiaro, il disco non è brutto. È ben suonato, ben prodotto, e tutto il resto. Ma il problema è che non si sposta di una virgola dal già eccessivamente noto. Le atmosfere cullanti e sognanti prendono da subito la strada del dolciastro, così come i suoni da “relaxing landscapes” si avvicinano terribilmente al tedio.
A dire il vero, non tutto è da buttare: qualche intreccio di chitarra come nella parte finale di Knock At My Door, qualche fiato evocativo (Stolen Moments), ma hai voglia a tirare in ballo Tristeza, Low e addirittura Slint. Qui siamo alla fotocopia (non) funzionale. Solo per più agguerriti amanti del genere.
(5.0/10)
Scheda: Six Parts Seven
Pubblicazione: 23 Gennaio 2007
File under: post-rock
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