Recensione
MythMaker Skinny Puppy
Cover image
industrial-electro Voti redazione e staff

Skinny Puppy

MythMaker

SPV

Purtroppo non c’è molto da dire su quest’album degli Skinny Puppy. Anche il gruppo canadese infatti sembra patire quella crisi creativa che ormai da qualche anno accompagna i gruppi di rock industriale. Certo era difficile andare oltre se stessi e un passato ingombrante come il loro, cercare di ricominciare un discorso che si era ormai andato sfilacciando già all’inizio degli anni Novanta. Sentiamo il continuo lavoro sui suoni, le atmosfere cupe create dal synth e dai campionamenti, quella strisciante coltre electro che ricopre lo scheletro di ogni pezzo. Ma non sentiamo l’amalgama, l’alchimia che sostenga quell’immaginario di presente/futuro disastrato che col tempo avevamo imparato a conoscere.

Capita così che con Mythmaker assistiamo in più di un’occasione allo scollamento tra la componente testuale/lirica e quella musicale a discapito proprio di quest’ultima, con effetti anche piuttosto stranianti. Nonostante la costante ricerca formale che attraversa tutto l’album e la genuina inquietudine che s’insinua in HaZe, Pedafly o in ugLi, il disco non decolla o quantomeno vola basso anche per chi si è rassegnato a non sentire più Ogre urlare i suoi testi. Anche riascoltato più volte com’è richiesto in casi come questi, per suoni come questi, Mythmaker resta nel limbo dell’incompiuto, attanagliato da quella concettualità che una volta era uno dei punti di forza degli Skinny Puppy.

(5.0/10)

Scheda: Skinny Puppy

Pubblicazione: 01 Gennaio 2007

File under: industrial-electro

| Archivio
Roberto Canella
Roberto Canella (Album 2007)

copertina pdf #91