Come suonerebbero quelle strambe delle sorelle Casady se dessero libero sfogo ai loro fantasmi? Esattamente come l’amica Danielle Stech Homsy, ovvero Rio En Medio che debutta per l’etichetta di Cabic e Banhart con The Bride Of Dinamite.
Non è solo questa serie di circostanze a rendere Danielle assimilabile alla combriccola freak più chiacchierata del pianeta, ma anche quell’attitudine naturalistica, quasi mistica alla materia folk (i bisbigli ancestrali di Tiger’s Ear, i dolenti soliloqui di Girls On The Run e Heaven Is High) sporcata da schizzi elettronici (gli echi sinistri di You Can Stand, i beat hip hop di The Baghdad Merchant’s Son), piuttosto che da registrazioni casalinghe e chincaglierie di vario tipo (i campanellacci e l’hand clapping di Everyone Is Someone’s).
A distinguerla però è la predilezione per testi letterari estrapolati da William Blake o Paul Eluard, l’uso dell’ukulele e di idiomi franco-portoghesi che donano all’album un’aura di misterioso incanto (in I See The Star come la Cibelle più casta e nuda). È nata un’altra folksinger, da annotare sul taccuino per i suoi sapori esotici che si spera mantenga nel tempo.
(6.7/10)
Scheda: Rio En Medio
Pubblicazione: 01 Febbraio 2007
File under: folk
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