Recensione
A Strange Arrangement Mayer Hawthorne
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soul Voti redazione e staff

Mayer Hawthorne

A Strange Arrangement

Stones Throw

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Il fratellino mai confessato di Jamie Lidell? Una reliquia soul del secolo scorso? Persino il boss della Stones Throw stenta a catalogarlo. Lui è Andrew Mayer Cohen, artisticamente noto come Mayer Hawthorne, un bianco di Ann Arbor, Michigan, dall’anima nera - soul, giustappunto - e retrò che manco Lidell stesso.

Multistumentista, produttore, cantante e arrangiatore, Mayer Hawthorne bagna il debutto su Stones Throw, A Strange Arrangement, con una serie di numeri vertiginosi. Maybe So, Maybe No rammenta Curtis Mayfield e Marvin Gaye, per cui inutile resisterle: vi prenderà lei. Your Easy Lovin' Ain't Pleasin' Nothin' è un Rhythm and Blues incalzante, Let Me Know muove dalle parti di Otis Redding, Green Eyed Love gioca su ritmiche in levare. Arte dell’arrangiamento e del suono mutuata da Holland–Dozier–Holland (il team dietro molti successi di Marvin Gaye e The Supremes) e vocalità, invero, più Mayfield che Gaye. Comunque, per chiarirci, tanta Motown d’antan, sia in merito alle ballads - la title track su tutte - che nei momenti trascinanti di cui sopra.

Sempre Peanut Butter Wolf ha dichiarato che gli sono bastate due sole canzoni per scritturarlo. Un caso più unico che raro. “A volte”, dice, “basta solo prendere la decisione migliore". Cosa altro aggiungere…che The Ills suona come il Beck di Midnite Vultures? Il nostro l’abbiamo fatto…

(7.0/10)

Scheda: Mayer Hawthorne

Pubblicazione: 28 Agosto 2009

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