Recensione
Without Religions Degada Saf
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electro-clash Voti redazione e staff

Degada Saf

Without Religions

Disco Dada Records

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Da Castelfranco Veneto (Treviso), band synth-drummachine-chitarra nata e morta nella prima metà degli anni Ottanta. Album nell'84 (No Inzro, titolo, come già lo stesso nome Degada Saf, in uno strano slang misto di italiano, inglese e cose senza senso), un sette pollici due anni dopo e nel mezzo l'apparizione su due compilation Materiali Sonori accanto a gente come Diaframma e Frigidaire Tango (indizio importante, leggi new-wave italiana). Nel 2005, a vent'anni dalla sparizione dalle scene, i due componenti Fausto Crocetta aka Fausto Degada (voce e tastiere) e Michele Piovesan, aka M.J.Vox (tastiere), che avevano comunque continuato a collaborare, hanno deciso di rimettere in piedi il progetto, aggiornandosi con suoni inevitabilmente più elettronici (ma altrettanto inevitabili richiami wave) e testi in inglese. Non conosciamo le loro produzioni storiche, ma in ogni caso questo ritorno non convince.

Non si parte malissimo, con una title track efficace e d'impatto, cantata da Alessia Peruccon, ma poi le basi si mangiano presto e volentieri alcune belle intuizioni (esempio, il riff iniziale di Let Me Inside), e i pezzi cantati da Fausto lasciano un po' così, con quella vena filosofico-declamatoria, un po' troppo caricati. Ci sono anche tre strumentali, non danzerecci, forse i pezzi meglio costruiti e meglio calibrati, vedi l'electronica di White Body Love, la lenta e minacciosa DJ Blood e la chiusura praticamente ultrasoft ambient 2080. Cover della classica Blue Monday dei New Order, degadizzata, e secondo pezzo cantato da salvare.

(5.4/10)

Scheda: Degada Saf

Pubblicazione: 31 Luglio 2009

File under: electro-clash

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Gabriele Marino
Gabriele Marino (Album 2009)

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