Recensione
The Treatment Early Day Miners
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indie rock Voti redazione e staff

Early Day Miners

The Treatment

Secretly Canadian

L'ultima volta che li ho ascoltati - e recensiti - ne rimasi ben impressionato ma in fondo poco speranzoso circa le possibilità di svincolarsi dal pantano post-rock e dalle narcosi Red House Painters in cui con gli anni avevano finito per sprofondare. Una buona band, con le idee ancora vive, ma intrappolata nel proprio cul de sac. Col sesto album, ecco lo strappo. Una svolta. Tanto netta che somiglia ad un rinnegarsi, con quell'aria da Low ringalluzziti a prozac tribal wave e viagra pop-prog (In The Fire), tanto che ti sembrano ora dei Tv On the Radio stemperati Elbow (The Surface of Things), oppure un Peter Gabriel caduto nel pentolone del druido Brian Eno (The Zip), con U2 e Coldplay a fare gli Asterix della situazione (Becloud).

Che ci crediate o meno, c'è anche un potenziale hit radiofonico come So Slowly, nel quale si fanno sentire più che altrove gli effetti della recente infatuazione per il kraut-wave, come lo stesso Daniel Burton riferisce nel blog della band. Ora, non è facile crederci fino in fondo, si avverte quel senso di artificio che ti fa fermare sull'orlo del coinvolgimento, però in fondo se la cavano con agilità, toccano corde giuste, insomma: divertono. Bravi.

(6.8/10)

Pubblicazione: 07 Settembre 2009

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Stefano Solventi
Stefano Solventi (Album 2009)

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