Recensione
August. Chihei Hatakeyama
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ambient usic/drones Voti redazione e staff

Chihei Hatakeyama

August.

Under The Spire

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Qualcosa a suo tempo lo aveva già scritto Chihei Hatakeyama e qualcosa di buono. Tornano i drones, le sfumature sospese e i flussi di coscenza di Minima Moralia (Kranky, 2006). Rituali ambient a oggi più consapevoli nei dettagli d'elettroacustica di Saunter (Room40, 2009) e meno per quelli di August (Under The Spire, 2009).

Più ispirato il Hatakeyama in uscita Room40, qui a farsi spazio è l'ambient music più quieta e meditativa, quella dai lunghi ascolti, per circolarità e dileguate fonti più vicina alla recente prova del collega Koji Saito.

Restano comunque e per entrambi le questioni più alte, estetica del silenzio, approcci all'ascolto ed i microtoni e le tessiture infinitesimali dall'eredità concreta. Da segnalare tra i più interessanti giovani drone-master dell'ultimo anno.

(6.6/10)

Pubblicazione: 02 Settembre 2009

File under: ambient usic/drones

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