Recensione
Certe cose determinate Captain Quentin
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post blues Voti redazione e staff

Captain Quentin

Certe cose determinate

Lo Zio

Captain Quentin, ex Malajerba, esistono da ottobre 2005. Il nome è una crasi tra Captain Beefheart e Quentin Compson, personaggio de L'urlo e il furore di Faulkner. La loro musica si presenta come un tentativo di farmi cambiare idea circa l'esaurimento - storico/estetico - del post-rock. Ovviamente non ci riescono, però alla fine vincono la scommessa, evitano la tipica irregimentazione da figliastri di June Of'44-Tortoise-Slint per imbastire trame math spasmodiche, duttili, in perenne e progressivo frastagliamento.

Tanto da costeggiare un'acidità delirante e arcigna (Le occasioni son macchine rotte, con echi fuzzati dei primi Floyd e dei Van Der Graf Generator), rutilanti trasfigurazioni blues-rock (la fragrante e lunare La bottiglia viola, simile a certi Bron Y Aur) e trepide ostinazioni soul-funk (tra lo starnazzare del sax e la chitarra frastagliata di Dilliman).

Disarticolazioni ad elastico, tastiere spacey che rimagliano i fraseggi chiostrati delle chitarre, tamburi a sprimacciare le ritmiche convulse. Un'apparecchiatura che non lascia riferimenti e ti prepara ai piatti più sorprendenti, così che l'alternarsi tra cavalcata kraut e torvo funk-blues di Discopost Inc può sfociare in una psych robotica (immaginate i RUNI che grattano la pancia al Brian Eno più cupo), proponendosi come la portata più gustosa. Senza scordare il valzer sdrucciolevole e adrenalinico di Rullante per un vicino, ispirato a certi menù cinematici e febbrili Jim O'Rourke. Intensi, sfrenati e furiosi, tanto per non tradire il nome. Bravi.

(7.1/10)

Scheda: Captain Quentin

Pubblicazione: 01 Marzo 2007

File under: post blues

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Stefano Solventi
Stefano Solventi (Album 2007)

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