Recensione
Sedition Scientists (The)
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blues-punk Voti redazione e staff

Scientists (The)

Sedition

ATP Recordings

Vicenda lunga e tormentata quella degli Scientists e del loro iperattivo deus-ex-machina Kim Salmon: nati dalle ceneri del primo gruppo punk della provinciale Perth, Australia occidentale, subirono cambi di formazione continui e - destino comune a quei Birthday Party cui erano in parte stilisticamente accostabili - cercarono nel vecchio continente il riscontro di pubblico e critica. Non arrivò mai, ovviamente, perché trasferitosi a Londra in lieve ritardo, il gruppo fu accusato di ricalcare Cave e accoliti mentre poco o punto era lo scarto anagrafico. Fatto sta che, dallo scioglimento in poi, attorno alla band si è andato creando un culto con adepti come Mudhoney, Laughing Hyenas ed Henry Rollins.

Riformatisi nel 2006 proprio grazie alla richiesta di Mark Arm e soci di presenziare all’All Tomorrow’s Parties da loro curato, presentano un fumigante live registrato di lì a poco, in parte celebrazione e in parte riassunto d’una discografia frammentaria e intricata quanto basta, nondimeno ricca di ruvidi gioielli dal fascino malato. Distante dall’altro filone del rock degli antipodi votato a Radio Birdman e Saints, il loro intruglio di blues deviato secondo la prescrizione beefheartiana - corretto da minimalismo rumorista alla Suicide, atmosfere crampsiane e deragliamenti Stooges - si mantiene tuttora fresco come in quei centrali Eighties in cui gli Scienziati precorsero (via i Pussy Galore…) sonorità oggi patrimonio di etichette come In The Red e Sympathy For The Record Industry (che chiuse il cerchio pubblicando, nel 2001, una loro compilation).

Ben concepito per quanto pertiene alla scaletta, Sedition incastona in undici compatti episodi un pugno di classici poco conosciuti eppure nient’affatto minori, da una Swampland magistrale compendio delle influenze di cui sopra alle dodici battute degenerate lungo criptici sentieri di Backwards Man e Blood Red River, passando attraverso autentici distillati d’impuro “miele di fango” Burnout e Solid Gold Hell o il martellare agitato di Rev Head e We Had Love. Come dite? Che, tirate le somme, pare un anticipazione del grunge? Esatto… 

(7.4/10)

Pubblicazione: 15 Maggio 2007

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Giancarlo Turra
Giancarlo Turra (Album 2007)

Rss
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