Recensione
Child Of The Moon - Dieci Notturni e un'Alba Arturo Stalteri
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jazz ambient Voti redazione e staff

Arturo Stalteri

Child Of The Moon - Dieci Notturni e un'Alba

Egea

Ok, da qualche tempo i pianisti “tirano” (vedi gli exploit di Bollani e Allevi). Stàlteri però non è il tipo che esce fuori dal cilindro per sfruttare la scia. Romano, già fondatore dei Pierrot Lunaire (due dischi sfornati nel mezzo dei settanta), può vantare una lunga carriera sia come collaboratore (per Rino Gaetano e Sergio Caputo tra gli altri) che in solitario (nove dischi a suo nome), inoltre è compositore (per il cinema, per il teatro), musicologo e conduttore radiofonico (per la Rai). I suoi interessi spaziano dal romanticismo all'avanguardia, dal progressive al minimalismo, da Debussy a Eno passando per Satie e Nyman.

Quest'ultimo lavoro, in piano solo, lo vede alle prese col suo lato più romantico ed estatico: abbandoni raziocinanti,  mestizie assorte, apprensioni speranzose sotto una diafana luce di luna. Per quanto il titolo riecheggi un pezzo degli amati Stones (fate caso alla maglietta che indossa nel retro copertina), urge un doveroso avviso per i rockettari in ascolto: all'inizio potrà sembrarvi il cugino di Claydermann in fregola Chopin, forse per colpa di quel timbro patinato/incantato che disloca il suono in una dimensione vagamente fantasy (Tolkien è un altro amore conclamato di Stàlteri).

Ma non arrendetevi. Insistete. Questi dieci notturni, col loro misterioso contegno aureolato di malinconia e speranzosità, con la fiera inquietudine, le pressanti astrazioni e la quiete dolceagra, rivelano un'empatia tenera e solenne, una densa complessione che non sconfina mai nel concettoso. Insomma, nella notte-ologramma pulsano cuore e vene. Poi arriva la palpitante fragilità dell'alba, ed un breve outro elettronico, fumigante e brumoso. Buona giornata.

(6.7/10)

Scheda: Arturo Stalteri

Pubblicazione: 02 Marzo 2007

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