Recensione
Lag Katamine
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cantautorato indie Voti redazione e staff

Katamine

Lag

Tinstar Creative Pool

C’è stato un momento, si era all’incirca nei primi anni Novanta, in cui il “cantautore come lo conoscevamo” è cambiato: non si presentava più col proprio nome o con uno pseudonimo. Preferiva rinunciare a sé, trincerarsi dietro un gruppo paravento. Tra American Music Club, Smog e Palace assortiti, noi cinici ci siamo abituati a considerare di tanto in tanto i “gruppi” per quel che sono in realtà. Nascondigli di chi non vuole esporsi, megafoni per quella Generazione X che Douglas Coupland raccontò con maestria nei suoi primi romanzi.

Non fa eccezione nemmeno Assaf Tager, che dalla sua possiede la provenienza peculiare (israeliano: nel suo paese s’è creato attorno un piccolo caso pronto a farsi notare anche da noi con questo secondo disco) e il pregiato curriculum. Ha difatti prestato servizio, tra gli altri, per Moloko, Beth Gibbons ed Elliot Smith (risorto a nuova mestizia nella bella chiusura Someone Came Around e altro riferimento, meno ricorrente e privo di retrogusto tra Beatles tardi e misurato Chilton), prima di tornare in madrepatria e fondare i Family Butchers, prodotti nientemeno che da Bob Weston. Ora, circondato da un pugno di connazionali, chiarisce che il suo progetto è sì un ensemble aperto alle collaborazioni, ma che le redini sono tuttavia detenute saldamente nelle sue mani.

Winchester Gun rimanda a Bill Callahan per la mestizia e il rimpiattino vocale femminile, ma l’ex Mr. Smog - nella sua seconda versione, priva di ostentata bassa fedeltà - si delinea fin da subito come il santino nella tasca del ragazzo. Che però possiede buona penna e sa come variare la posta in gioco, gettando mestizia sulla bossanova How Quiet Should I Be, chiamando a testimoniare Mark Eitzel nella disturbata filigrana di rumori e rullante sparuto di Pulse Song o trasfigurando in acustica tensione la Creep In The Cellar dei Butthole Surfers, per non far che qualche esempio. Where The Ambulance Rolls sembra uscire dritta da Red Apple Falls, anche se gli archi sono sostituiti da uno svolazzare di piatti e nervi tesi d’elettrica in lontananza, e il cupo narrare di No Wonder We’re Damaged è attraversato da fantasmi di suoni e svolte armoniche.

Ci assicurano che il successore di Lag sia già in cantiere con la produzione di Wharton Tiers, e nel frattempo Tager si faccia vedere in giro in compagnia di un certo Devendra Banhart. Crediamo che se risentirà parlare presto, allora, e meritatamente.

(7.0/10)

Scheda: Katamine

Pubblicazione: 15 Maggio 2007

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Giancarlo Turra
Giancarlo Turra (Album 2007)

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