Recensione
Tummaa Vladislav Delay
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Post-techno Voti redazione e staff

Vladislav Delay

Tummaa

Leaf

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Quest'anno Sasu Ripatti è in forma smagliante: due album non meno che indispensabili all'attivo, uno di intrigante electro germanicità con Agf e l'altro a dir poco enorme con sua maestà Moritz von Oswald (nel famoso trio del missile). Non è finita, ce ne sono altri due: il primo di cui vi parleremo e il secondo che non vediamo l'ora d'ascoltare, il Vladislav Delay Quartet con Mika Vainio, Derek Shipley e Lucio Capece (uscirà a novembre). Dunque parliamo di Tummaa, album dal sigillo di garanzia firmato Leaf e collezione che si presenta subito come la più acustica e jezzata mai intrapresa dal nostro.

Evidentemente la voglia di suonato (e di percosso), figlia diretta dalle possibilità apertesi con l'esperienza Vertical Ascent, ha dischiuso percorsi irresitibili per la perenne riflessione dopo techno del moniker Delay. Sicuramente, è il terreno dal quale il nostro è partito per incidere un lavoro che, a conti fatti, non si discosta molto dal free wierd decostruzionista ascoltato di recente con Hex Love e affini. E se questa è una buona notizia, gli ottimi contributi del citato Lucio Capece (clarinetto e sassofono) e, soprattutto, della vecchia conoscenza Craig Armstrong (piano e Rhodes), confluiti in un ambient space jazz plastico (e dai vaghi tratti Miles Davis-iani), non sono da meno.

A proposito: è proprio la grana filmica approtata da quest'ultimo (compositore di soundtrack conosciuto ai tempi del progetto The Dolls) il legame (mica tanto) fraterno con i flavour Mille Plateau, ovvero l'interessante continuum con il passato del finnico (per la label incise Entain nel 2000, e Anima nel 2001), coerenza peraltro portata a un livello differente ascoltato il maturato approccio ambient psicologico di cui Brian Eno fu santissimo padre.

Dunque un lavoro senza incertezze dalle incertezze forse necessarie di cui sentiamo, un poco, la mancanza. L'eleganza delle decostruzioni avrebbe potuto godere di elementi sabotanti invece del fluire in una perfettibilità che non si distagna affatto, ma pur sempre perfettibilità rimane.

(7.0/10)

Scheda: Vladislav Delay

Pubblicazione: 02 Agosto 2009

File under: Post-techno

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