Lo scozzese di Germania ci riprova, si coltiva l'onirica ossessione con movenze sempre pił autarchiche, isolandosi in una nebbiolina un po' maniacale ispirata alle caligini bretoni dei Fairport Convention e alla polvere che si alza dai front porch di frontiera che t'immagini immersi nelle impagabili nenie Will Oldham. Ecco quindi il timido bardo-cowboy coi suoi arcaicismi letargici e solenni, l'incedere vagamente giullaresco e il disincanto epico, i garruli esotismi e l'attonita gravitą, con la voce assieme lirica e chioccia come del resto spesso la musica.
Guardi a lui - alle sue canzoni - come si guarda un cortometraggio, dove pił che la storia conta la situazione, e passi se l'artificio (il senso di) forza un po' la mano. Il vago sapore Nick Drake di You Muses Assist, il greve incedere di Ned Ludd's Rant, il misticismo rappreso di The Flyting of Grief & Joy e una Unyoked Oxen Turn contagiata Paul Simon sono i momenti pił vivi di un disco che deliziosamente cigola come un vecchio portone (di un film in costume).
(6.3/10)
Scheda: Alasdair Roberts
Pubblicazione: 19 Luglio 2009
File under: folk
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