Recensione
The Way Of The Animal Powers Zu
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Jazzcore Voti redazione e staff

Zu

The Way Of The Animal Powers

Xeng

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Nuovo cambio di formazione, con relativa - ennesima - trasformazione musicale per la band romana, che questa volta si avvale del fondamentale apporto del violoncellista Fred Lonberg-Holm. La collaborazione con quest’ultimo, che nel suo curriculum può vantare nomi grandiosi, tra cui quello di Anthony Braxton, testimonia del grande credito che i Nostri hanno acquisito negli ambienti dell’avant-jazz internazionale.

The Way Of The Animal Powers (nato grazie alla collaborazione con la giovane etichetta italiana Xeng) spazza via quell’approccio quasi punk, violento e irruento che aveva caratterizzato la band in precedenza, per spostare il sound su un avant-jazz più riflessivo e pacato, ma non per questo di semplice ascolto. L’attitudine rock degli Zu non si perde, ma sopravvive nei singoli elementi. Alla base c’è tanta improvvisazione. Un’improvvisazione che nella sua libertà più o meno esplicitata, mira all’unità timbrica piuttosto che alla separazione dei singoli elementi.

Il violoncello e il sax di Luca Mai raggiungono un affiatamento coinvolgente e molto stimolante all’ascolto (Tom Araya Is Our Elvis, The Aftermath) e la compattezza diventa una caratteristica sonora facilmente percepibile per tutta la durata del lavoro (circa 25 minuti). Un lavoro tutto strumentale che lascia spazio solo in un’occasione alla voce del batterista Jacopo Battaglia (Every Seagull Knows), che si occupa anche dei campionamenti in Anatomy Of A Lost Battle.

Primitivismo ripetitivo, spigolature no wave e umorismo farciscono la base avant-jazz-rock di un disco bello, impegnativo, vivo. Non rivoluzionario, ma sicuramente imperdibile per gli amanti del rock avanguardista.

(7.0/10)

Scheda: Zu

Pubblicazione: 01 Novembre 2005

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Daniele Follero
Daniele Follero (Album 2005)

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