Jay Reatard è uno fico. Anche se, al tempo stesso, è pure un opportunista. Non che la seconda qualità incida troppo sulla prima, anzi; l’essere fico, in certi contesti, passa inesorabilmente anche per il saper cogliere l’occasione, checché ne dica o pensi la blogosfera tutta. Un esempio di personaggio fico ma non sveglio a tal punto da cogliere l’opportunità? Nathan Williams aka Wavves, perfetto paradigma dell’incapacità di capire cosa si sta facendo nonché di scarsa lungimiranza (vedasi la ricca figura di merda del Primavera Sound…).
Jay Reatard invece è uno diverso. Uno rissoso, incompromissorio, oltranzista; ma che ha l’occhio lungo e sa che certi treni passano – forse – una volta sola nella vita. Senza entrare nel merito di stupide controversie legate a fantomatiche ed autoreferenziali coerenze da underground rumoroso, JR ha preso al volo il treno della Matador. Non una major, ma per lo meno qualcosa molto più levigato e meno catastroficamente low-budget rispetto ai lidi che era solito frequentare. E soprattutto, un treno molto più visibile al (ehm) grande pubblico. I suoni di questo Watch Me Fall (profetico? ironico? sicuramente icastico) sono – si sarà capito – più levigati, più puliti, meno strozzati rispetto allo scatafascio in cessofonia acuta in cui Jay era solito sguazzare.
I pezzi non cambiano però di una virgola il jayreatard-pensiero: pop-punk tirato affidato a melodie affilate che si conficcano nel cervello al primo ascolto. Il ragazzo ci sa fare, non lo scopriamo noi ora, ma Watch Me Fall si prefigura come uno dei migliori dischi punk da un bel po’ di tempo a questa parte.
(7.2/10)
Scheda: Jay Reatard
Abbonati al feed di Stefano Pifferi