Recensione
The Killer In Me Amy Speace
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Americana Voti redazione e staff

Amy Speace

The Killer In Me

Wildflower

Protetta di Judy Collins, che l’ha voluta sulla sua label Wildflower sin dal disco precedente Songs for Bright Street (2006), l’ormai ex-attrice Amy Speace prosegue sul suo canonico rootsrock USA, non dissimilmente da una prima Lucinda Williams, il nome a cui più spesso è stata accostata.

La Speace possiede, arrivata al terzo album, una sua personalità ormai ben definita, che partendo da un approccio melodico, si esplica in un songwriting di base rock, con elementi country, folk e pop in senso lato nel senso di armonizzazioni.

Neil Young, The Band, Bob Dylan ma anche tanto folk al femminile (la sunnominata Collins ma anche Joan Baez, Joni Mitchell), country (da Johnny Cash a Patsy Cline fino a Emmylou Harris e Patty Griffin) e rock le sue ascendenze, per un album piuttosto crepuscolare, nato in solitudine sulle ceneri di un matrimonio finito. Uno stile asciutto e diretto, una discreta capacità di mixare gli ingredienti prima nominati a sua disposizione, una band solida alle spalle (i Tearjerks), una buona produzione e l’apporto di Mitch Easter, nonché la partecipazione vocale di Ian Hunter in un paio di brani, fanno di The Killer In Me un disco che pur non dicendo niente di nuovo nel genere di appartenenza, si distingue per equilibrio nella materia trattata.

(6.8/10)

Scheda: Amy Speace

Pubblicazione: 15 Luglio 2009

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