Recensione
Two Sunsets Tenniscoats, Pastels (The)
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low fi guitar pop Voti redazione e staff

Tenniscoats, Pastels (The)

Two Sunsets

Geographic

Fin dai primi passi alla corte di etichette gloriose del guitar-pop d’oltremanica, ciò che abbiamo imparato ad amare dei Pastels è il senso di studiata approssimazione e l’approccio artigianalmente casuale secondo, per ruvida brillantezza, solo ai Vaselines. Un’influenza altrettanto diffusa in ambito indipendente, per di più, con l’unica discrepanza che nessun Kurt Cobain ne ha riletto il repertorio rendendoli altrettanto famosi.

Di loro puoi allora sottolineare un cospicuo ascendente sul low-fi americano dei ‘90, il proseguimento del filone che riconduce ai Velvet Underground del terzo LP per tramite di Young Marble Giants e Orange Juice; materia per intenditori, un sentire spartano asperso di dolce malinconia che oggi conduce dentro alle stanze di Movietone e Cryptacize. Insomma, lo stesso afflato e modus operandi che scopri inalterati al settimo album in più di venticinque anni (!).

E ciò malgrado qualche piccolo gesto sgraziato e il fatto che Two Sunsets sia frutto di circostanze colte al volo, una collaborazione stimolata dall’estatico duo nipponico Tenniscoats. Essendo che in Giappone ogni stramberia diventa Mito, pare del tutto logico che i Pastelli abbiano mietuto cuori anche là fungendo da vetrina - tramite la Geographic - per interessanti artisti locali. Altrettanto sensato è che questo lavoro abbia preso forma nel tempo con la preziosa partecipazione di Gerald Love dei Teenage Fanclub e del fiatista Bill Wells.

Perché in fondo si tratta di sfumature che non mutato granché l’esito, più tastieristico e spolverato di jazzato acid-folk del solito e nondimeno tipicamente Pastels. Valgano una Sodane cui per essere dei Belle & Sebastian manca il testo in inglese (non fosse Stuart Murdoch arrivato dopo, e dunque…) o Mou Mou Rainbow, sette minuti di zucchero filato che si disfa alla fioca luce del mattino. Quando, a metà del programma, arriva una toccante e per nulla calligrafica About You dei Jesus And Mary Chain, il cerchio della scuola scozzese è chiuso. Si faccia da parte la moltitudine di gruppetti twee, sin troppo esili e privi di Arte, poiché per la via passano i maestri.

(7.2/10)

Pubblicazione: 05 Settembre 2009

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Giancarlo Turra
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