Recensione
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Genere

indie white funk

Data di uscita

Giugno 2009

Pubblicazione

15 Luglio 2009

Music For Men

Gossip

Columbia Records

Pare quasi concepita a tavolino la parabola Gossip tanto è esemplare: origini provinciali dall’Arkansas convertite nel moderno eden di Olympia; un lento ma costante apprendistato underground con due lavori discreti e uno belloccio assai, Standing In The Way Of Control, che per gradi ne aumenta la fama; il conseguente ascendere della matronale front-woman Beth Ditto a icona degli intellettuali chic, con tanto di articoli patinati e presenzialismo mondano; l’immagine del trio, giocata su pruriti omosex e transgender che - loro malgrado - un po’ di polverone ancora lo sollevano.

Troppo bello per essere vero, eppure lo è. Il problema semmai sorge quando siffatto alone distoglie dal “sugo” della faccenda, cioè dalla musica. E’ comunque su quel terreno che si deve pur valutare Music For Men, primo disco su major nel quale l’ampio budget porta in regia Rick Rubin - secondo solo a Steve Albini nell’arte di far “suonare” una band in studio - e incoraggia la voglia di colorare le canzoni con più sfumature di prima. Cosa, allora, non funziona del tutto lasciando la formazione a metà del guado?

La scrittura sostanzialmente poco incisiva (nessun brano del livello di Coal To Diamonds, qui: ci va vicino solo la Janis Joplin moderna e spogliata di pathos in Dimestore Diamond), ecco cosa, inoltre vittima di scelte produttive che smussano gli spigoli e alcune idee sfocate. Perché è quanro i/le Gossip escono dal seminato del rifarsi ai Gang Of Fourplacati (buoni il singolo Heavy Cross e 8th Wonder) e degli inchini alle ESG (Men In Love: gustosa; For Keeps: inzuppata nel pop) che capitano disastri. Per l'apprezzabile Spare Me From The Mold di stampo No Wave, ci sono la dance Love Long Distance che cita Marvin Gaye girando a vuoto, il chitarrone di Vertical Rhythm che perde la faccia tra funk smargiasso e rock da balera, un syth-pop come Four Letter Word che sa iddio cosa c'entra.

Viene da pensare a un bicciere mezzo vuoto, se si tiene conto che sono trascorsi tre anni dall'album precedente e nel frattempo s'è ingannata l'attesa con speculativi remix e live. L'impressione è che le cose stiano scappando di mano ai tre, o che il calcolo vada consquistando la ribalta. A dispetto di tutte queste magagne, state pur certi che Music For Men venderà parecchio per gli standard odierni. Se meritatamente o meno, dipende dal vostro livello di puritanesimo indie.

(6.6/10)

Scheda: Gossip

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