Recensione
So Embarrassing Capillary Action
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extreme crossover Voti redazione e staff

Capillary Action

So Embarrassing

Pangaea Recordings

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Chiudete gli occhi, spegnete lo stereo e immaginate di mettere insieme menti musicali totalmente eterodosse come Mike Patton e Dave Longstreth (Dirty Projectors). Elevate a potenza ed aggiungeteci un nutrito gruppo di musicisti freschi di Conservatorio. Cosa vi viene in mente? Per quanto lo sforzo immaginativo sia apprezzabile, difficilmente si riescono ad ottenere risultati ragionevoli. Eppure, la difficile equazione un risultato ce l’ha e si chiama So Embarrassing, secondo capitolo discografico di Jonathan Pfeiffer, giovanissimo leader, creatore e autore unico di Capillary Action. Dopo il convincentissimo ed altrettanto eterogeneo esordio Fragmentse un secondo album non ancora pubblicato, Pfeiffer si riaffaccia coraggiosamente nel difficile mondo dell’indie senza una forte distribuzione alle spalle, ma con una maturità fuori dal comune.

Saxofoni, tromboni, viole, violoncelli, violini e percussioni, suonati da giovani diplomati al Conservatorio di Oberlin, vanno ad affiancarsi ai vecchi (!) collaboratori di Pfeiffer, Ricardo Lagomasino (batteria), Spencer Russell (basso) e Kevin McHugh (tastiere), allargando ancora di più il campo d’azione rispetto all’esordio.

Ne viene fuori un pot-pourri portato alle estreme conseguenze, nel quale i brani quasi mai seguono un’unica direzione, componendosi piuttosto di brevi momenti cuciti tra loro, che alternano senza soluzione di continuità, esplosioni di metal estremo e latin jazz, siparietti spagnoleggianti e free improvisation, musica da camera e fusion. Un’operazione che sia nel progetto che nella resa stilistica, somiglia molto ai Mister Bungle. Un crossover così radicale da far impallidire anche i più convinti “contaminatori”.

(7.8/10)

Pubblicazione: 13 Giugno 2008

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Daniele Follero
Daniele Follero (Album 2008)

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