Recensione
There Are No Goodbyes Sophia
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Pop, Cantautore Voti redazione e staff

Sophia

There Are No Goodbyes

City Slang

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Chi si è abituato al Proper-Sheppard cantautore hi-fi, perdonandogli le svolte che ne hanno caratterizzato la vita (dai God Machine ai Sophia prima; dall’idea minimale di questi ultimi a una loro mutazione “major indie” poi), non può che godere del polposo e - scusate le mille parole chiave - wave-chamber-pop-rock raggiunto dal Nostro.

“This gotta mean something... But nothing means anything" ci/si dice Robin, il quale si piacerà sempre un casino, ma perlomeno ha trovato una pelle morbidissima sulla quale adagiare le proprie compiaciute amarezze adulte. E nel compiacersi il fu Dio (Ex) Macchina è bravo, poiché a sostenerlo trovi una naturalezza che mescola intimismo (Dreaming) e narrazione, conquistata col sudore di tre album e davvero invidiabile.

Come dire che, se c'è bisogno, lui dell'indie USA “anni zero” - dai Built To Spill ai Death Cab For Cutie, insomma - sa come tirare fuori tre accordi e una pennellata di voce che gli stanno accanto senza baccare: tanto di capello, perché non è da tutti. E, se di stelle e strisce parliamo, neanche con il suono Nashville più Lambchop se la cava male (Signs): roba che basta davvero a sotterrare tutto il ciarpame letto e sentito dei Sophia che non arrivano al cuore della gente (a proposito: caro Molko, ascolta Portugal e impara come si fa).

Il controverso un po’ per tutti People Are Like Seasons è oramai faccenda lontana. E come s'affermava per il precedente Technology Won’t Save Us, del cantautorato di quest’uomo non si butta via nulla.

(7.1/10)

Scheda: Sophia

Pubblicazione: 10 Luglio 2009

File under: Pop, Cantautore

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Edoardo Bridda
Edoardo Bridda (Album 2009)

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