Recensione
Animalia Lotterboys
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Indie Voti redazione e staff

Lotterboys

Animalia

Eskimo Recordings

Se siete degli animali da pista, con quel tanto di gusto per il “p-funk” senza cervello genere Killers ed una vena electro pulsante (meglio se filo-crucca) che non vi lascia andare a casa prima delle cinque di mattina, forse avete trovato il disco che fa per voi.

I Lotterboys sono un trio/supergruppo che nasce dall’incrocio schizofrenico tra Fetish e Shapemod dei tedeschi Terranova e Mack Goudy Jr. (aka Paris The Black Fu) dei Detroit Grand Pubahs. Dal momento che più della metà del gruppo viene da un’esperienza triphop e dance con un tocco sperimentale, è evidente che Animalia, disco d’esordio della formazione, ritenga parzialmente l’umore della radice: descrivere Blazer e Can’t Control the Boogie come qualcosa di diverso da club music bella e fatta è molto difficile e i vocals, di stampo lievemente più rock, non riescono a cambiare questo dato di fatto neppure nella cover (che fa ridere, se non piangere) di una Iron Man dei Black Sabbath rivisitata attraverso fraseggi traballanti e vocoder.

Trionfo del sample e di IDM non tanto intelligent dopotutto, la maggior parte delle techno-canzoni presenti in questo disco, come Star Whores, controbilanciano le molte parti di scimmiottamento selvaggio dei Daft Punk con pezzi su cui Goudy canta come Tom Jones. Anzi, come un Tom Jones campionato su un mash-up della DFA.

Se siete degli animali da pista e di vostro gustate un certo tipo di sonorità, è bene ripeterlo, dare un ascolto ad Animalia potrebbe non essere interamente una cattiva idea. Nel caso contrario, se proprio smaniate per un po’ di luce di strobo, statene alla larga e ritirate fuori Echoes dei Rapture, i Juan McClean, o qualcosa che abbia anche solo vagamente a che fare con James Murphy. Poi respirate. Vi siete risparmiati uno strazio.

(5.0/10)

Scheda: Lotterboys

Pubblicazione: 01 Maggio 2006

File under: Indie

Marina Pierri
Marina Pierri (Album 2006)

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