Recensione
Beloved One Lou Rhodes
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Indie Pop Voti redazione e staff

Lou Rhodes

Beloved One

Infinite Bloom

Ricominciare. Sembra che negli ultimi tempi questo sia diventato il diktat, la spinta propulsiva, l’obiettivo di molte donne. Nella musica, come nella vita. Non fa eccezione la splendida voce che fu dei Lamb: chiuso il sodalizio artistico con Andrew Barlow ( e un’importante relazione sentimentale), Lou Rhodes imprime una poderosa sterzata alla sua carriera. Primo: mette in piedi una etichetta personale, la Infinite Bloom. Secondo: sforna un album solista di splendide folk ballad.

Niente più trip hop, niente più dub insistenti a sorreggere l’ugola, ma un deliziosa chitarra acustica e percussioni leggere, con alcuni accenti tribali (Tremble), che a volte prendono il sapore speziato del Marocco (Inlakesh), altre volte viaggiano sul filo dell’essenzialità (in Each Moment New come una Ani Di Franco meno irruente e guerrigliera), altre ancora ispessiscono la trama sonora con strati di basso e violino, votandosi alla classicità (Why).

Su tutto a regnare è la voce, carezzevole, vibrante in Fortress come una corda tesa e scossa dalle emozioni, vera protagonista, alla ricerca della sua essenza in questi territori malinconicamente desolati che il passato elettronico non lasciava di certo presagire. Eppure una tale limpidezza non riesce ad evitare alcune cadute di tono, alcune ingenue somiglianze nelle anestetiche fragranze di To Survive e Save Me, facendo risplendere, per contro, il lato più ritmico dell’album; ma siamo al debutto e Louise ha tutto un percorso da costruire. Magari scontenterà i fan di vecchia data, ma saprà sicuramente conquistarne di nuovi per l’onestà.

(6.6/10)

Scheda: Lou Rhodes

Pubblicazione: 01 Marzo 2006

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Valentina Cassano
Valentina Cassano (Album 2006)

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