Tim Foljahn e Steve Shelley costituiscono da anni una coppia consolidata, tanto che il duo Two Dollar Guitar, nato a inizio ‘90 come valvola di sfogo per le velleità folk del chitarrista di Hoboken, si è spesso prestato come backing band di eccezione per artisti come Cat Power e Thurston Moore. Stavolta però il batterista dei Sonici (e, ricordiamolo, proprietario della Smells Like Records) si fa da parte e lascia la scena a Foljahn, che con il solo aiuto di Fred Smith dei Television in fase di mixing, produce uno dei suoi lavori più intimi e sentiti.
Il suo è un cantautorato ombroso, un songwriting dolente che guarda dritto alla scuola di outsider per eccellenza come Tim Hardin, Tim Buckley (The Wild Night, la title track), Johnny Cash (Lying And Cheating) e discepoli come Smog e Mark Lanegan ( 4’ O Clock e Swamp Girl, che rievoca anche Springsteen con la spina staccata). Il lavoro sulle atmosfere è notevole, anche se qui non c’è niente di weird o di freak, se non qualche drone ben piazzato ed alcuni effetti dal vago retrogusto kraut, che però non prendono mai la scena di prepotenza; altrove il suono si scarnifica e si dilata tanto da ricordare gli ultimi Talk Talk (Wide Load, pure vicina a certi mantra Richard Youngs), mentre completano il quadro un paio di strumentali posti a inizio e fine scaletta, memori di certe reiterazioni ambientali di Eno. Una conferma e una sorpresa insieme.
(7.1/10)
Scheda: Two Dollar Guitar
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