Recensione
Samples And Oranges Iver & The Driver
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Indie Voti redazione e staff

Iver & The Driver

Samples And Oranges

Ghost Records

Il disco di Iver & The Driver è arrivato così, improvviso e inaspettato in una afosissima giornata agostana di un’estate balorda e meteoropatica. Samples And Oranges è il titolo. Un manifesto programmatico d’intenti che lascia spazio a computer, glitch, bip, iweeeeuuuuu e quant’altro provenga da quel mondo microscopico fatto di silicio, chip e soundblaster. Un mondo che la lingua inglese descrive con rara efficacia attraverso un solo termine. Indietronica.

Samples And Oranges è un album che parla italiano ma respira internazionale, con le batterie elettroniche che costruiscono una robusta ma discreta pedana alle chitarre acustiche e alle tastiere. È il caso di The Melotronic Avenue, quasi un lato b – epperò bello uguale come se fosse di origine controllata – di Styrofoam, e di Our Sophomore Year, che parte a mezzo regime per poi chiudere in gloria tra archi sintetici e arpeggi delicati che rendono la pelle splendida.

Ma non tutto è oro quello che luccica. Iver & The Driver troppo spesso danno l’impressione di accontentarsi della soluzione più comoda – country elettronico per ogni stagione. E d’altronde, la stessa voce di Paolo Marini non brilla particolarmente per intensità d’interpretazione (Sketches & Photos). Giudizio finale quindi che abbassa il voto e le emozioni. Un peccato, a conti fatti.

(6.2/10)

Pubblicazione: 01 Settembre 2006

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Manfredi Lamartina
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