Recensione
Cold As The Clay Greg Graffin
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Hardcore melodica Voti redazione e staff

Greg Graffin

Cold As The Clay

ANTI-

Per i più accaniti seguaci della scena hardcore melodica californiana imbattersi in un Greg Graffin, da oltre venticinque anni inossidabile frontman dei Bad Religion, alle prese con un album country/folk quasi interamente acustico e realizzato con l’impiego di strumenti desueti quali banjo, viola e mandolino, deve aver costituito un’esperienza quantomeno spiazzante.

Che l’adepto della “cattiva religione” fosse un appassionato di questo particolare tipo di sonorità, però, si sospettava da tempo e la pubblicazione di Cold As The Clay non ha fatto altro che ufficializzare la cosa. Niente a che vedere, dunque, con quella miriade di musicisti buttatisi a capofitto sul carrozzone del folk revival, la passione del Nostro per la musica tradizionale americana è autentica e sincera, al punto da far passare in secondo piano le pecche di una scrittura e di un’interpretazione non sempre all’altezza della situazione. Episodi come One More Hill, Don’t Be Afraid To Run, Highway ed il traditional Omie Wise (a suo tempo interpretata anche dai Pentangle) ne sono la dimostrazione tangibile ed anche se non passeranno alla storia come i suoi momenti migliori, riescono a conferire una nuova e confortante luce sulla figura di un personaggio che negli ultimi anni ha fatto, volontariamente, di tutto per distruggere il suo mito e quello dei Bad Religion.
Produce il compagno di scorribande Brett Gurewitz.

(6.2/10)

Scheda: Greg Graffin

Pubblicazione: 01 Luglio 2006

File under: Hardcore melodica

Stefano Renzi
Stefano Renzi (Album 2006)

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