Recensione
Junica Over the Atlantic
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Indie Pop Voti redazione e staff

Over the Atlantic

Junica

Carpark

Gli Over the Atlantic vengono dalla Nuova Zelanda, cosa piuttosto inusuale. Nessuno dubita che in Nuova Zelanda ci possa essere una scena electropop interessante, magari meglio di quella berlinese, ma sono certamente poche le band in grado di sfondare il muro di gomma american-europeo dalla grande distanza.

Altrettanto inusuale, a ben vedere, è che una band sia riuscita a sbarcare da noi dall’altra parte del globo sfruttando come veicolo una formula sonora così convenzionale: l’accenno alla corrente tedesca che si unifica in maniera abbastanza approssimativa sotto il nome comodo di Thomas Morr, sembra infatti essere l’accostamento più centrato al lavoro di debutto del duo in questione, Junica.
Vicinissimi agli Electric President, con un tocco, ma appena un tocco di shoegaze fin troppo spiattellato (uno dei pezzi del disco si chiama in effetti Kevin Shields), la retta increspata su cui si posizionano gli Over the Atlantic nasce dalla ricerca di un casio-pop illustre che, però, manca clamorosamente di passare il traguardo dell’individualità. E forse neanche dell’individualità, semplicemente dell’incisività.

Paragonati ai Postal Service, più per l’allure da generazione OC che per altro, anche nei momenti migliori - come Starsign o Jess - il campo sonoro è occupato da una voce che vira al basso e da un set di effetti a cui è relegata completamente l’atmosfera.
Se Casiotone for the Painfully Alone riesce a tirare fuori da una scatola elettrificata, più che racconti, interi volumi di un mondo interiore autistico e poetico sfruttando i soli volts, non è detto che tutti riescano a fare altrettanto.

(5.0/10)

Pubblicazione: 01 Agosto 2006

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Marina Pierri
Marina Pierri (Album 2006)

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