Recensione
Self Titled One Second Bridge
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Dream Voti redazione e staff

One Second Bridge

Self Titled

Büro

Sicuramente Garcia e Bieniaszewski, il duo dietro a One Second Bridge, non l’avranno fatto apposta, e tanto meno conosceranno una band italiana chiamata Offlagadiscopax, eppure, in bellavista, il refrain della seconda traccia del loro album omonimo N.2 è sputato a Kapler, uno degli episodi più belli del socialismo tascabile degli emiliani.

Una chitarra dreamy e shoegazey caratterizza la song in questione, e non è proprio un plagio: al declamato di Max Collini infatti, la band preferisce un parlato/cantato dai noti languori post-rock e dream-pop. Da qui il quorum del lavoro: in equilibrio tra pose Eighties-remember Radio Dept. (Keep On Falling) e echi Slowdive con qualche sfurizzo dei Mogwai più dilatati, una manciata di indietronica a farcire gli sfondi e un paio di pianismi à la Satie (1000 Lights) a chiudere il cerchio.

Un ascolto piacevole e senza scossoni, una placida risacca marina. Insomma, un lavoro derivativo senza inventiva. Niente a che fare con l’autore degli arrangiamenti di Kapler, quel Daniele Carretti in arte Agnellox.

(5.0/10)

Pubblicazione: 01 Giugno 2006

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Edoardo Bridda
Edoardo Bridda (Album 2006)

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