Recensione
Touch Three Phill Niblock
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Ambient Voti redazione e staff

Phill Niblock

Touch Three

Touch Music UK

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Se, a margine di un discorso tra il serio ed il faceto, mi si chiedesse di indicare un referente mondano per la musica che Pitagora credeva emessa dalle sfere celesti, non avrei grosse difficoltà nel fare il nome di Phill Niblock. Touch Three è un altro monumento di musica assoluta e purissima, o meglio il monumento, dato che si compone di ben nove composizioni scritte tra il marzo del 2003 e il settembre del 2005, ripartite in tre diversi cd.

Il principio della scrittura di Phill Niblock resta inalterato: la sua è una ricerca ostinata e incessante sulla purezza dei singoli toni estrapolati da un singolo strumento per volta e reiterati con un gradualismo che – a differenza di Steve Reich e del minimalismo di scuola – si fa quasi impercettibile. Monoliti di suono statico, ma al contempo dotato di un intrinseco cromatismo svelato dal progressivo accumulo di strati sonori uguali, eppure diversi. Phasing dilatato sino all’inafferrabile in un processo dialettico che restituisce quei monoliti nella loro infrangibile purezza, ma arricchiti di articolazioni interne da scorgere con infinita pazienza. Minimalismo? Va bene, se il termine aiuta a rischiarare più di quanto fatto sinora la materia di cui si sta parlando, ma se Reich è 256 Colours di Gerhard Richter, allora Niblock è Night Sea di Agnes Martin.

Gli strumenti utilizzati da Niblock per le nove composizioni sono chitarra (Sethwork), sassofono (Parker’s Altered Mood, Zrost, Alto Tune e Sax Mix), tromba (Not Yet Titled), violoncello (Harm), viola (Valence) e recorders (Lucid Sea). Il modus operandi quello di una volta: il suono di ogni singolo strumento viene registrato con un unico microfono e riversato direttamente su disco tramite un’interfaccia protools. E’ solo in questo momento che interviene il compositore, la sua inesausta ricerca d’infinito: il suono che ne risulta è lontano eoni dalla fonte materica da cui è stato emesso. E’ il suono puro cui aspiravano i teorici della musique concrète, o forse è il suono delle sfere celesti.

(8.0/10)

Scheda: Phill Niblock

Pubblicazione: 01 Maggio 2006

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Vincenzo Santarcangelo (Album 2006)

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