Recensione
Interference Alvars Orkester
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Ambient Industrial Voti redazione e staff

Alvars Orkester

Interference

Touch Music UK

Una ostile nebulosa di suono grigio sbatte l’ascoltatore di fronte all’autismo creativo dell’Alvars Orkester. Johannishus è ambient isolazionista di stampo industrial, che scommetteresti provenire dalla Newcastle anni Ottanta degli :Zoviet*France:, nel qual caso avresti sbagliato solo le coordinate spaziali. A conferma di quanto un sentire fosse diffuso nell’Europa di quegli anni, e a dispetto dell’assetto a dir poco carbonaro di tutte le realtà che una storiografia recente può a posteriori accomunare, il progetto di Jan Svensson e Joachim Nordwall nasce nel 1987 in un piccolo centro della Svezia, Johannishus, come epifenomeno di un locale fermento (a)culturale che individua nella malattia mentale, nelle droghe, e in generale nei lati oscuri dell’esistenza il proprio campo d’indagine. Il circuito abituale di queste sottoculture – le cassette registrate, le esibizioni dal vivo centellinate, le etichette spesso edificate e mantenute dagli stessi musicisti – veicolano le intuizioni del duo fino alla metà degli anni novanta.

Tocca alla Ash International, sussidiaria della Touch dedita a repertori di questo genere, riallacciare i fili con un passato che pareva essere reperto archeologico, ed esporre a miglior luce quattro composizioni scritte nel 2005. Pare che nel frattempo indurre alterazioni mentali con droghe più o meno naturali sia stata la strada intrapresa per ritrovare l’ispirazione, e ciò non può che influire sul risultato finale. Drones generati analogicamente fluiscono in un continuum quasi ininterrotto di soluzioni sonore che oltrepassano senza soluzione di continuità la soglia differenziale tra musica e rumore. Cobra Mist fa propria l’estetica disturbante dei Throbbing Gristle grazie ad una sinusoide di frequenze che si infrange in una scogliera di rumore bianco, mentre Reality Distortion Field immerge in un ipnotico ed incessante drone stralci di una conversazione angosciante. Field Grey, oltre a ribadire, nominandosi, quale sia la semantica dei colori dell’universo Alvars Orkester, ne trapianta il tipico suono sulle impalcature ritmiche instabili degne del miglior Z’ev: il risultato dell’operazione non può che essere un mostro sonoro informe e infermo.

Disco per natura opaco e difficilmente intelligibile, Interference saprà ripagare la paziente opera interpretativa di ascoltatori già avvezzi alle scontrosità di queste latitudini (precomprensione?...), e tenere a distanza di sicurezza tutti gli altri - presumibilmente pochi - avventori.

(6.8/10)

Scheda: Alvars Orkester

Pubblicazione: 01 Febbraio 2006

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Vincenzo Santarcangelo
Vincenzo Santarcangelo (Album 2006)

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