Recensione spot
Cover image
Genere

live electronics space dub

Data di uscita

Luglio 2009

Pubblicazione

02 Luglio 2009

Moritz Von Oswald, Vladislav Delay, Max Loderbauer

Moritz von Oswald Trio - Vertical Ascent

Honest Jon's Records

Il mezzo capocchia della Basic Channel (l'altra metà è Mark Ernestus) in trio da camera con Vladislav Delay e Max Loderbauer degli NSI. Lui è il berlinese schivo che molti conoscono come Maurizio. La sua aura misteriosa -grazie alla rivoluzione technodub con l'etichetta che ha sede a Kreutzberg- è ormai diventata un piccolo must, un dato di fatto, una certezza che influenza ad ogni uscita il suono elettronico, dub e non solo.

Dopo aver remixato Ravel e Mussorgsky con Carl Craig, e dopo aver fatto sospirare ad ottobre scorso i fan per un malore (di cui soffre tuttora le conseguenze), oggi si mette a fare live electronics con gli altri due campioncini. Tutto europeo il suono dei 3. Cose da duri: Detroit e Giamaica a Berlino. Ma stavolta c'è anche il palco.

Sì, perché se già i 3 avevano collaborato in studio alla fine degli 80, questa rivisitazione riprende il meglio dei tour degli ultimi due anni e fa onore al mito di Miles Davis. Louderbauer ai synth, Delay alle percussioni assortite (costruite dallo scultore newyorchese Pete Engelhart), von Oswald agli effetti e al banco mix. Momenti, schianti, linee melodiche che viaggiano, suoni metallici e ritmi space jazz fanno di queste 4 lunghe tracce un viaggio onirico lungo l'elettronica live che non sentivamo dai tempi di Bitches Brew.

Si parte con un pattern ritmico che ti sembra la solita cosa minimal, e invece ti accorgi che va a finire sui territori progressivi cari alla mitteleuropa e alle spiagge nordiche, innesti che richiamano il kraut nella motoricità dei ritmi e nella spazializzazione degli effetti (Pattern 1). Si passa poi al rumorismo tagliato di fino (Pattern 2), percussioni ed echi che hanno l'essenza dub, qui trasformata in contemplazione mistica verso ritmiche tribali che neanche Ricardo Villalobos (Pattern 3). In chiusura l'omaggio al dub puro, quello della Rhythm and Sound sporcato di organetti e synth da altri mondi (eccezionale l'esplosione finale di Pattern 4).

Se volete ascoltare un solo disco di elettronica per questo 2009, andate sul sicuro. Questo è il missile che vi porterà in orbita. Interstellar Oswaldrive.

(8.0/10)

| Archivio
Marco Braggion
Marco Braggion (Album 2009)