Recensione
Dark Light Daybreak Now It’s Overhead
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Indie Voti redazione e staff

Now It’s Overhead

Dark Light Daybreak

Saddle Creek

Now It’s Overhead. Dark Light Daybreak. Una minestra riscaldata ad arte. Let The Sirens Rest l’abbiamo sentita mille volte in mille gruppi diversi: dall’epica degli U2 alla psichedelia dei Verve, dalle chitarre dei Cure alle armonie degli Suede, senza dimenticare qualche ammiccamento agli Slowdive, che così la lacrimuccia scappa a tutti e si conquistano tante ragazzine. Estranged da parte sua alza i ritmi di batteria ma non il tasso emotivo, e l’arrangiamento è così pulito e perfetto che ci vorrebbe una nuova rivoluzione grunge per riportare finalmente sporcizia, capelli lunghi e fetide chitarrone punk. Poi c’è Walls, per fortuna. Pop incalzante ed obliquo – qualunque cosa voglia significare un simile aggettivo, sembra coniato per questo pezzo. Lo stesso non si può dire per Believe What They Decide, praticamente i Placebo che si fanno fregare dal loro spacciatore personale – una pillola di sonnifero anziché di ecstasy.

Un disco che non offre particolari suggestioni, quindi. Anche se Night Vision possiede una sua dignità compositiva notturna e delicata, benché seducente proprio non si possa definire. Anche se Nothing In Our Way procede con l’andatura di un diesel, perché parte lenta, ma col passare degli ascolti acquista tono e vigore. “Anche se” ci sono le eccezioni, la raccolta comunque non convince. La cosa, a pensarci bene, è strana: una sufficienza forse non sarebbe neanche esagerata, ma suonerebbe come una pacca democristiana d’incoraggiamento ad un gruppo che ha delle indubbie potenzialità, ma che semplicemente non le sa sfruttare.

(5.5/10)

Pubblicazione: 01 Settembre 2006

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Edoardo Bridda
Edoardo Bridda (Album 2006)

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