Recensione
Desert Ocean Lanterna
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Folk Voti redazione e staff

Lanterna

Desert Ocean

Jemez Mountain

L’etichetta sanfranciscoana Barman inaugura la succursale Jemez Mountain per la pubblicazione di solo materiale strumentale. Ad aprire il catalogo è Lanterna con Desert Ocean, quinto album di Henry Frayne, chitarrista nato a New York ma presto spostatosi a Champaign nell’Illinois.

Per chi non lo conoscesse, potremmo presentarlo come il primo indie-rocker dei duemila a farsi vanto di uno stile gilmour-iano. Il tocco dell’amato/detestato chitarrista è infatti disseminato a prezzemolo in particolar modo nella prima traccia Luminous (praticamente On The Run) e nell’ultima, Messina (passando per 48th e 8th), dove la sensazione è quella di trovarsi in un eremo del recente album solista dell’ex Pink Floyd, On An Island.

Non è la sola influenza: ritornando all’opener, l’ascoltatore trentenne non potrà mancare d’inumidirsi l’orecchio con il passionale guitar play degli Uddue prima maniera e da lì, il passo per quello degli Echo & The Bunnymen è breve (quanto quello per certi umori Psychedelic Furs).

Il cuore dell’album si vuole però in trasognato movimento, si compone di dieci strumentali scritti durante altrettanti viaggi nelle highway americane quanto nelle nostrane autobahn, ottimisti e puliti mid-tempo dai titoli inconfondibili come Surf o Cross Country che rientrano a pieno titolo nell’alveo tronfio dell’american instrumental rock (pensate, chessò …a Nick Kamen nella lavanderia a gettoni e togliete il blues per un languido rock appena tinto di country).

Fatta eccezione per la buona Venture, Desert Ocean  è costituito da una manciata di strumentali stereotipati. Facciamo così: ascoltate trenta secondi di Summer Break e decidete se il disco fa per voi oppure no. Il sottoscritto opta per un…

(5.0/10)

Scheda: Lanterna

Pubblicazione: 01 Aprile 2006

File under: Folk

Edoardo Bridda
Edoardo Bridda (Album 2006)

Rss
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