Recensione
A Wolf in Sheep’s Clothing Josephine Foster
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Folk Voti redazione e staff

Josephine Foster

A Wolf in Sheep’s Clothing

Locust Music

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Il nome Josephine Foster è iniziato a circolare su carta e su web dall’inizio della saga sonora sghemba di cui Devendra Banhart si fece araldo, ma per quanto ci sia senza dubbio un humus comune, il lavoro della Foster non condivide affatto la pianta del “weird folk”. E infatti per quanto a vederla, forse più che ad ascoltarla, verrebbe da paragonarla a Joanna Newsom, la strada percorsa daa questa sirena è stravagante: con due album da quasi-solista ed un paio di lavori in compagnia della metà maschile Jason Ajemian con cui compone il duo Born Heller, il suo intruglio sonoro è pervaso per almeno tre quarti da uno slancio sperimentale ("avant") che fa di lei una fuoriclasse, una deviante rispetto al canone del movimento.

Quello che colpisce di Josephine, non solo di primo impatto, è la voce, o, meglio, il registro con cui sceglie di interpretare le sue canzoni e, come nel caso di A Wolf In Sheep’s Clothing, quelle di altri – anche quando non si tratta esattamente di canzoni. Questo terzo disco, unico nel suo genere, è infatti la raccolta di una serie di lieder tedeschi di Shubert, Brahms e Schumann ri-elaborati secondo le coordinate personali di una performer dal gusto particolare per l’incrocio dei generi: lirica, medievale (l’arpa automatica e la lira), classica ed avanguardia si intrecciano inestricabilmente ad un folk senza forma, che fa da grande e duttile contenitore per un canto rigorosamente in tedesco accompagnato quasi sempre, oltre che dagli strumenti suonati dalla stessa Foster, da Brian Goodman al fantasma di una chitarra. E se An Die Musik, la ballata delicata Der König in Thule e la stupenda Die Schwestern ("le sorelle") trattengono ancora tra le loro trame il gusto per la canzone ed il genere cui la folkeuse Josephine si era dimostrata prona, Verschwiegene Liebe ("amore discreto") ed Auf Einer Burg ("nella fortezza aperta" ispirata dall’originale di Shumann) sono esercizi liberi eseguiti da una mano sicura che si prepara a consacrare la sua padrona come Autrice a tutto tondo.

(7.4/10)

Pubblicazione: 01 Giugno 2006

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Marina Pierri
Marina Pierri (Album 2006)

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