Recensione
Whiteout In The Country
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Scandinavian Jazz Voti redazione e staff

In The Country

Whiteout

Rune Grammofon

Il pianista norvegese Morten Qvenild, è dotato di una scrittura raffinatissima (che attinge allo stile “colto” di jazzisti come Bill Evans e Keith Jarrett, così come alle pagine proto-ambient di Eric Satie) oltre che di un “tocco” sensuale e preciso. I suoi numerosi progetti e i riconoscimenti artistici ricevuti (tra cui il Musician Award del Kongsberg Jazz Festival) danno un’idea della sua urgenza creativa e collocano senz’altro tra le figure più interessanti della scena avant-jazz scandinava. 

Il trio In The Country, messo in piedi nel 2003 insieme al contrabbassista Roger Arntzen ed al percussionista Pål Hausken, rappresenta uno dei suoi principali interessi e, probabilmente, anche dei suoi risultati migliori. Il terzo album, pubblicato a tre anni di distanza da Losing Stones, Collecting Bones (a sua volta uscito dopo tre anni dall’esordio), che vide la partecipazione di Marc Ribot, si presenta come un lavoro ambizioso e complesso. Brani lunghi, che hanno tutto il tempo e lo spazio per distendere le idee musicali del trio attraverso una varietà stilistica che alterna atmosfere notturne (From The Shore; Dead Water) a momenti più marcatamente jazzistici (Doves Dance), mostrando talvolta anche un'anima progressive (Ursa Major), parente non troppo lontana di gruppi “strumentali” come Camel e Caravan. Talvolta la musica tende a spostarsi verso romanticherie che rischiano di sgonfiare le forti tensioni che animano l’album, ma si tratta, per fortuna di episodi passeggeri e poco influenti.

(6.8/10)

Scheda: In The Country

Pubblicazione: 10 Luglio 2009

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Daniele Follero
Daniele Follero (Album 2009)

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