Recensione
Trash Symmetry Antimagic
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ghost-rock Voti redazione e staff

Antimagic

Trash Symmetry

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Si apre con una nenia di 8 minuti e mezzo in cui riecheggiano i Sonic Youth haunted di I’m Insane (Never Learn Not To Run). Prosegue con un istintivo sabba tribaloide (Trash Nautilus) che passando per i Liars stregoneschi del medio periodo, unisce i Suicide più robotici alla New Tribal America (Aa in primis). Stordisce con l’incessante battito cardiaco da periferia post-industriale in totale disarmo (Fake Gravity) che si liquefa in una melodia vocale dal retrogusto demodé.

Trash Symmetry è l’esordio autoprodotto di Antimagic, duo nato da una costola di These Are Powers e coi quali condivide il gusto per percussività nervosamente post-punk e aliena vocalità ghost-rock. Roba intrisa di nyc sound fino al midollo: nera, slabbrata, asimmetrica, poliritmica, nervosa. Da vertigine immediata. A fornire lo scarto principale con un suono ultimamente piuttosto comune è, però, l’attenzione e il gusto per un senso della melodia datata, ben rappresentato dalla presenza vocale della Cahill: perfettamente in grado di bazzicare vari registri è la variabile intorno alla quale si costruisce la costante di un suono spigoloso, oscuro, scheletrico e, soprattutto, già molto personale. Roba da veri outsider. E da palati fini.

(7.0/10)

Scheda: Antimagic

Pubblicazione: 05 Luglio 2009

File under: ghost-rock

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