Recensione
All The Different Deaths....and Rebirths Nicker Hill Orchestra
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post post rock Voti redazione e staff

Nicker Hill Orchestra

All The Different Deaths....and Rebirths

In The Bottle

Galleggiare sul futuro anteriore del post-rock, su tutto quel "già stato", "già dato". Già soggiaciuto ai codici per non dire ai cliché, esausti per obsolescenza storica dacché il rock ha smesso d'indagarsi il ruolo come in quei primi nineties affacciati sugli zero. Questo praticare il post del post, dicevamo, è pratica parecchio praticata, e a qualcosa - praticamente - si dovrà ricondurre. Vuoi perché gradevole all'udito e comoda al suonante? Oppure vuoi perché in effetti (in pratica) alcune propaggini son rimaste in sospeso, abbadonate a se stesse prima delle conseguenze estreme, tipo commistioni folktroniche e psych in un più vasto e inevitabile progetto di rientro alla base formale.

Ecco, i Nicker Hill Orchestra, quartetto un po' veneto e un po' emiliano, con l'esordio su lunga distanza decidono d'impegnarsi su questo fronte: esercitano un post-post-rock atmosferico, ovvero tornato a percorrere il binario della melodia, propenso ad accogliere l'asprigno noise-pop à la Yuppie Flu e i fondali epici del sacro prog crimsoniano, allo scopo di riarticolarne le morbidezze, i languori, la solennità (dei cinque pezzi in scaletta si senta soprattutto Sailor), abbozzando pure qualche lineuzza vocale come a suggellare il definitivo armistizio. Che renda finalmente inutili i prefissi e sdoganate le inquietudini, per porre fine graziaddio al ghetto del post, garanzia per troppi di una mediocritas neanche troppo aurea.

Potente, evocativa, soffice, generosa, atmosferica, convinta: sembra non mancare nulla alla musica dei NHO. Neanche l'eventualità - il rischio - di congelarsi in un presente senza sbocchi.

(6.4/10)

Pubblicazione: 15 Luglio 2009

File under: post post rock

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Stefano Solventi
Stefano Solventi (Album 2009)

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