Sono loro, sono tornati, i maniaci del titolo in reverse, i romani dal nome meno digitabile sui motori di ricerca, gli scellerati, irascibili, carissimi Eildentroeilfuorieilbox84. Due anni dopo il breve folgorante Omota'l, si ripropongono in lungo - ancora con licenza Creative Commons via Sporco Impossibile - con un concept sulla contaminazione di patrimoni culturali e genetici, ferocemente e screanzatamente antirazzista, intitolato Ananab (una banana invertita che diventa ananas ibrido: roba da incubo).
Nel quale ostentano veemente piglio wave, funk-jazz, psych, drum'n'bass e dub, come uno scontro frontale tra Flaming Lips, The Contortions e Marta Sui Tubi (questi ultimi flagranti in Rivelarsi), come dei cuginastri trafelati di Runi e X-Mary (pappatevi una acidissima Pescanoce, peraltro non priva di additivi Stranglers), gustosamente scevri di garbo come si conviene ad una band prodotta da Fabio Recchia (già al lavoro per Zu, Ardecore e Assalti Frontali tra gli altri), il cui tocco è evidente nell'impatto a muso duro de L'incontro.
Unico appunto, quei siparietti recitati, ancorché funzionali al concept, hanno il tono tra lo sbracato e il dilettantesco che fa molto demenziale, campo minato da cui mi terrei a debita distanza.
(7.0/10)
Scheda: Eildentroeilfuorieilbox84
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