Parla tech il mito Saunderson. Lo spirito (santo?) che contrasta e incarna le altre due divinità di Belleville (May e Atkins) ritorna con un doppio obbligatorio. Nel primo CD i suoi mix da vent'anni a questa parte distillato di tecnica impegno anima targati Motor City. Nel secondo disco la progenie contemporanea che tenta di rileggere il maestro ma che soccombe (a parte nel caso di Luciano e di Craig) di fronte alla sua statura.
E allora vediamo se è ancora giusto parlare di mito. La rilettura di The Bottle dei Christians è soul puro, una cosa che ha dei flauti che parlano direttamente con il divino e dei backing da panico. C'è poi il culto progressive Cerrone riletto in chiave uberfunk, la versione definitiva di Supernature in slow-mo, High è il suo territorio techno, quei synth che hanno creato l'uomo, la sua specialità a nome Inner City, e per avvicinarci a noi ecco la gemma per Hercules And His Love Affair, una You Belong in trance da brivido deep che sbatacchia i neuroni, e poi il remix di Hustler che eclissa la versione originale dei Simian Mobile Disco. In chiusa il gioiello acieeed in Money di Cameo.
Impossibile non inchinarsi di fronte alla storia. Necessario quando troppi DJ durano il tempo di qualche singolo. Lui è un classico. E resiste(rà) sempre contro i mulini a vento del tempo. Da avere possedere e ballare.
(8.0/10)
Scheda: Kevin Saunderson
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