L'attitudine potremmo ricondurla a un rock progressivo estremamente melodico, tra batterie in divenire e tastiere, chitarre elettriche e archi. Con in più il ricorso a certe sonorità etniche dal gusto quasi mediorientale. Il pregio maggiore di questo one man project di Marco del Santo è la semplicità di espressione, una scrittura che pur frequentando sonorità lontane da tutto ciò che è essenzialità e rigore, è capace di mantenersi coerente e in qualche maniera razionale. Senza, nel frattempo, sentire il bisogno di voler farsi passare per quello che non è. Ovvero qualcosa di imprescindibile.
(6.3/10)
Scheda: Delsaceleste
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