Recensione
Self Titled Kalas
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sludge Voti redazione e staff

Kalas

Self Titled

Tee Pee

In contemporanea al nuovo album degli Om, ecco il lavoro dell’altro ex Sleep Matt Pike, un esordio che si rivela da subito una delusione. Al confronto con la band di Al Cisneros, più dinamica ed eclettica sia musicalmente, sia come influenze e frequentazioni, i Kalas sembrano ancorati ad una visione “conservatrice” o classica del doom-sludge. I brani sono lenti, costruiti su catacombali riff di chitarra e batterie pestone (l’introduttiva Monuments To Ruin) e rimandano ai noti cliché del più becero metal vecchia scuola, come l’assolo decisamente sopra le righe della parte finale di Media Screws.

Le note più dolenti, però, riguardano la voce di Pike che con quel timbro ora epico, ora roco in classico stile doom/sludge (quando non melodica come accade in Frozen Sun, unico brano in cui imbraccia la chitarra) non è certo il massimo in quanto a originalità. Una sterile perizia strumentale completa infine il quadretto, e il giudizio va di conseguenza.

(5.0/10)

Scheda: Kalas

Pubblicazione: 01 Marzo 2006

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Stefano Pifferi
Stefano Pifferi (Album 2006)

Rss
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