Recensione
You Can Have What You Want Papercuts
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cosmic dream pop Voti redazione e staff

Papercuts

You Can Have What You Want

Memphis Industries

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Con il terzo album, il progetto di Jason Quever (guest member di band quali Vetiver, Beach House e Skygreen Leopards) si sposta verso coordinate decisamente più allargate.

Mantenendo una sua base folk e rock sixties (Beach Boys, Dylan, Zombies, Phil Spector, VU), immette nel songwriting ora diventato piuttosto epico, suonato analogicamente, elementi preponderanti di dream pop Ottanta/Novanta (Creation e 4AD), riverberi a volontà, French pop dei Sessanta, persino ritmiche kraut dalle parti dei Can e psichedelia, tutti elementi che ci permettono un accostamento non troppo peregrino non a caso con gli amici Beach House (Alex Scally ha contribuito ad alcuni arrangiamenti del disco) e Grizzly Bear.

Un decostruzionismo pop anche in questo caso per  lui allora, per pezzi sognanti e lievi ricolmi di visioni inconsce, oscuri e dilatati. Una decisa virata in positivo.

(7.1/10)

Scheda: Papercuts

Pubblicazione: 21 Giugno 2009

File under: cosmic dream pop

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Teresa Greco
Teresa Greco (Album 2009)

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