Secondo long per Poison Pen, newyorkese di Brooklyn, sulla scena dal '96, membro degli Stronghold, autore di un paio di 12 pollici e di un primo album-fantasma nel 2007, rapper che conoscevamo di striscio per il suo feat su un vecchio pezzo di Doom, Bloody Chain. Disco senza picchi di tecnica ma scorrevole, tra inni alcolici (con tanto di rutti), spacconate varie, cameratismo street e tentazioni conscious (The 2nd Ammendament, sull'abuso di armi negli USA), il tutto presentato con molta autoironia. Basi midtempo, larghe per calzare la prosodia marcata e rilassata di Pen (eccezione WTP), funzionali, con inflessioni soul sparse (ma produttore non accreditato e irrintracciabile anche sul web: autoprodotto?). Un quattro-cinque pezzi sono molto riusciti, qualcuno anche con buon potenziale commerciale, vedi il singolo BK's Fat Boy. Citazione della sirena di Kill Bill (a sua volta ripresa dal serial Ironside) nella titletrack.
(5.9/10)
Scheda: Poison Pen
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