Da polli d'allevamento di gaberiana memoria a piccioni globali: l'evoluzione della specie secondo m2. Uno è M alto, l'altro è M basso. In questo esordio discografico (se escludiamo i trascorsi come Neganeura) mettono in mostra una sbrigliata, ossessiva e direi pure umoristica attitudine kraut-wave, guardando ai maestri Kraftwerk come se li avessero contagiati quegli zuzzurelloni dei Devo, senza dimenticare le lezioni di asetticità febbrile e invasato rigore fornite da Tortoise e Gastr Del Sol.
Ne esce un viaggio in sei tappe per altrettanti stati-nazione occidentali, ovviamente gli imperanti Usa più cinque europei (Francia, Germania, Gran Bretagna, Olanda e - of course - Italia). Di ognuno viene colto un intercalare, un tic verbale, un frammeto di codice, dal cui loop germogliano altrettanti rituali di quotidiana ossessione, che in qualche modo rappresentano la nostra unicità globale, l'ineffabile brodo di cultura della contemporaneità interconnessa. Matematici intrecci chitarra-batteria, found sounds riprocessati, elettroniche attonite, le voci che si alternano con flemma sordidella: questi i non molto ingredienti utilizzati con sapienza dal duo fiorentino, di cui va sottolineata la versatilità, testimoniata dai disparati progetti avviati, tra cui la collaborazione col molto onorevole transgender Vladimir Luxuria di cui hanno musicato un reading teatrale.
(6.9/10)
Scheda: m2
Pubblicazione: 28 Giugno 2009
File under: electro wave
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