Recensione
The Martyrdom of Groupshow Groupshow
Cover image
Elettronica Voti redazione e staff

Groupshow

The Martyrdom of Groupshow

˜Scape DE

Pare che dopo due anni di live act, il Kosmicher Pitch, ovvero la performance live poi confluita nel collettivo sotto il quale si presentano questi tre signori, spacchi veramente. Jelinek il minimale, Hanno il casual drummer-popper e Pekler il feedbackarolo hanno trovato una grande intesa e dei loro incendiari act – in Italia manco l’ombra – stanno parlando in molti.

A piacere è soprattutto questa possanza psych rock che viene fuori dal kraut. I loop inscatolati di Jan a venir di volta in volta scompaginati dai compagni e ripresi dal tedesco. Chi l’avrebbe mai detto che il più démodé della cordata scape si potesse anche solo avvicinare a un collettivo neo-freak Amon Duul.

Non solo è avvenuto, ma il trio - che ora è un collettivo di artisti tra audio, performance e video – pare sia in pieno trip da comune sixties e garantisca show al centro della sala (attorno il pubblico e attorno ad esso i panneli video) per sette ore filate con un corredo di visual art altrettanto avvincenti.

Sul loro sito ufficiale troverete i nomi degli artisti e performer, qui ci occupiamo di Martyrdom che purtroppo paga fin da subito lo scotto della frustrata vena rock. Soltanto in Great Art Where You Least Expect It nella quale sbuca l'omaggio a D.o.A. dei Throbbing Gristle pare d’odorare il nerbo dei live, il resto è Scape compliant: groove, attenzione per la sete timbrica dell’elettronic listener e negazione della scuola Kranky, ovvero Peckler (e il suo guitar noise) al guinzaglio. Rimane un buon prodotto della label, conforme ai suoi buoni standard. E - sempre per la serie gossip - pare che i tre abbiamo dozzine di nastri con improvvisazioni d’ogni tipo. Li attendiamo.

(6.5/10)

Scheda: Groupshow

Pubblicazione: 27 Giugno 2009

File under: Elettronica

| Archivio
Edoardo Bridda
Edoardo Bridda (Album 2009)

Rss
copertina pdf #91