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self titled Birigwa
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freak etno Voti redazione e staff

Birigwa

self titled

Porter

Tutta colpa del “solito” destino: Birigwa era uno studente ugandese in trasferta al New England Conservatory, dove si fece notare da Mait Edey della minuscola Seeds, il quale nel 1972 lo persuase a mettere su nastro questa mezz’ora di musica. Difficile dire con quali prospettive se non fermare un particolare momento, poiché l’ascolto restituisce un folk d’arpeggi acustici intinto nel jazz - come potevano magari intenderlo Terry Callier o Nick Drake - ovviamente acceso da momentanee bramosie terzomondiste. Il ragazzo ci mette del suo mostrando corde di velluto (Kanemu-Kanabili) e sfiorando le intenzioni di Tim Buckley, soprattutto decollando sulle ali dell’istinto non addomesticato per abbandonarsi a sé stesso.

Più delle scale pentatoniche, dei brani ripresi dalla tradizione del proprio paese e di qualche passo in 6/8 colpisce soprattutto la performance canora, stravagante ed eccentrica da far (quasi) chiudere gli occhi su una libertà a tratti eccessiva e apprezzare una penna di buon livello, certificata da Okusosola Mukuleke e Uganda. C’è sovrabbondanza di stramberia, certo, ma del tipo che non si morde la coda e induce a pensare che si entrò in studio persi dietro chissà quale visione. Non uno dei troppi vinili che certuni godono a raccontare come culti solo perché rari a trovarsi e/o “strambi”. Poiché anche a quello abbiamo fatto il callo, sappiamo riconoscere quando freak non rima con chic; questo, pur coi suoi umanissimi limiti, non è fortunatamente uno di quei casi.

(6.8/10)

Scheda: Birigwa

Pubblicazione: 07 Luglio 2009

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Giancarlo Turra
Giancarlo Turra (Ristampe, Compile, Live 2007)

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